Con rabbia e con amore

L’amore e la rabbia sono sentimenti contrapposti solo in apparenza, ma spesso complementari. La rabbia è la parte malata dell’amore, quella che non dovrebbe mai venir fuori, perché ha una forza demolitrice. Eppure è quando scoppia in tutta la sua veemenza che riesce a provocare incrinature dalle quali poter ripartire. Questo è ciò che accade sovente in una relazione.
Può sembrare strano parlare di relazione riferendosi ad un luogo, eppure immagino la relazione con la città di Potenza proprio come se fosse una donna o un caro amico.
Lei, intanto, non si scompone di un grammo: se ne sta lì, insensibile ai tuoi tormenti, osservandoti dall’alto di piazza Sedile o comodamente seduta su una panchina della Villa di Santa Maria.
Quella città fa rabbia perché non puoi fare a meno di osservarla nelle tante contraddizioni che presenta, simboleggiate dal gigantismo infrastrutturale delle scale mobili seconde al mondo (paradossale constatare che le prime sono a Tokyo, città di oltre nove milioni di abitanti), mentre intorno ci sono strade piene di fossi.
Definirla relazione può sembrare eccessivo? E allora chiamiamolo rispetto. Quel rispetto che lega indissolubilmente i luoghi alle persone che in quei luoghi hai conosciuto. Un luogo non è mai un luogo e basta, è costellato di quelle presenze che te lo riconsegnano alla memoria ancora più ricco di significati. Sono sicuro che ciascuno di noi sarebbe in grado di collocare una persona cara in ciascuno degli spazi di questa città. [estratto dall’introduzione]

 

Per prenotare il libro: clicca qui