Donne che sanno ridere

Aveva nel sorriso una piega amara, come una noce dalla linea lievemente irregolare. Non era percettibile quando la guardavi, ti ci dovevi soffermare bene, perchè quella piega era nascosta sul labbro inferiore, nell’angolo lontano, come quando un rettilineo, d’improvviso, diventa curva.
Una curva che a volte, ogni tanto, come per una strana follia, diventa una risata.
Adoro le donne che sanno ridere.
Non quei sorrisetti da collegiali, ma quelle risate totali, solari e incontrollabili, fatte con la testa indietro e gli occhi chiusi e le convulsioni alle guance come se foste state colpite da una deflagrazione improvvisa di felicità casuale, e per qualche secondo quella risata vi prende dalla testa fino alla bocca dello stomaco e quando passa avete buttato indietro un secolo di amarezza, di rimpianti e di occasioni perse.
Per favore, ridete ancora in quel modo definitivo, quando vi capita, e poi vaffanculo a chi non vi ha capito.