Il vento di Eli

O vento delle nostre brame
che hai dischiuso la porta del letame,
Non sai la polvere che hai sollevato
In una notte fredda come quella
in cui ci fu quel ch’era stato,
Un portone chiuso con il dolore e il chiavistello
Aperto come se fosse un sasso
lanciato con forza dentro un ruscello
E ha fatto ritornare alle narici
odori cupi e ferite aperte senza cicatrici.
E invece una notte senza luna
un vento freddo ed ignorante
capitato per caso nel cuore di una città scura
Apre quel portone di legno pesante
E rompe quella coltre di silenzio
Con la quale hanno anestetizzato
Da oltre vent’anni la memoria della gente.