Scriveva poesie

Che già ci vuole coraggio, non tanto a scriverle – a quello son buoni tutti -, quanto poi ad esporsi con la pubblicazione. E non una sola, ma diverse. Libri di poesie. “Ma che vuole fare quella lì? La poetessa”? In un paesino di 600 anime, poco più – poco meno, la cosa di sicuro non passa inosservata, come in città, dove tutti fanno eventi, pubblicano, declamano, recitano, divulgano.

In un paesino, no. E invece lei, scrive poesie per i bambini. E’ innamorata dei loro occhi. Forse perchè ne vorrebbe uno tutto suo. Ma per farlo ci vuole un uomo. Un classico bravo ragazzo. Nasce l’amore necessario. Nasce il bimbo con quegli occhi che continuano ad ispirare le sue trame, le sue rime, la sua infinita grazia per quel mondo da cui si è dovuta allontanare troppo presto.

Entra nelle scuole, con quel sorriso sempre pronto, quella gioia negli occhi color smeraldo, quella voce da fata, i miracoli nelle mani sotto forma di parole colorate. E’ una bellezza guardarla, ascoltarla, lasciarsi trasportare nel suo mondo magico e fantasioso, lontano dalla realtà che la aspetta a casa tutte le sere e che si fa sempre più dura, inspiegabile, irrisolvibile con il semplice dialogo.

Se ne torna dai genitori, portandosi con lei quella creatura. Invivibile la vita sotto quel tetto, in quella casa fatta di immotivate gelosie, di freni a mano, di condizionamenti per ogni cosa.

Intanto la terra trema nell’Italia centrale, e lei assiste ad un telegiornale in cui dicono che è crollata una scuola. Non ci pensa un attimo, si fa stampare 100 copie del suo libro di poesie per quei bambini rimasti senza aule e scrive al sindaco di Amatrice: “Ricostruisca presto la scuola, i bambini devono poter continuare a sognare”. Non è Angela solo nel nome, lo è anche nei fatti. Ma il destino ha scelto le carte sbagliate e in una mattina di settembre le si rivolta contro, privandola delle ali e privando il mondo di quegli occhi, di quelle parole, di quella voce, di quella grazia.

Ora, per la prima volta, vola.

C’è una canzone che forse era stata scritta per lei. Si intitola “Bird girl”, ragazza uccello. “Ho il mio cuore qui, tra le mie mani. Sto cercando le mie ali, cerco le mie ali qualche volta”. Io penso che le abbia trovate e che ora stia volando appena sopra le nostre teste, vegliando su quel piccolo angelo che ha messo al mondo.

 

 

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