I vostri commenti

“Il giorno delle nuvole” è un romanzo che vuole essere, innanzitutto, un pensiero a quei paesi abbandonati che costituiscono una delle principali peculiarità del paesaggio italiano. Prima della storia di uomini, c’è la storia di luoghi, echi lontani di voci che hanno lasciato dentro quelle mura, quelle piazzette e quei minuscoli vicoli, piccole ma meravigliose vite intrise di lentezza.

qui  il booktrailer  ufficiale del libro.

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Qui il booktrailer non ufficiale

La cosa più importante: i vostri giudizi

Antonella D.
“Il giorno delle nuvole” :l’immaginazione di chi legge il libro si muove tra le case e le strade di donne, uomini e giovani di un paese, piccolo nelle dimensioni ma grande nei sentimenti, ed il cuore si commuove per il dolore dell’abbandono e il desiderio indomito di chi non vuole lasciare il cielo e la terra che lo hanno visto vivere.

Roberto Laera
E mentre sei in aereo e ti aspetta un viaggio di 3 ore, tua moglie tira fuori i suoi immancabili libri e tra questi scorgi quello di un autore che ha un nome familiare. Ti rapisce e lo finisci tutto d’un fiato fino all’arrivo, immerso in un vortice di ricordi, immagini, sensazioni ed emozioni, del tuo passato di bambino, adolescente, ragazzo… complimenti Dino e grazie per aver scritto questo bellissimo romanzo…un saluto!

Maria Spagna (Amazon):
Il racconto della solitaria resistenza di un uomo al mutare delle cose
Le radici di un uomo in una terra battuta dal vento e sovrastata dalle nuvole, ” nuvole a perdita d’occhio, che nemmeno la nostra fantasia potrebbe concepire così numerose, così vaporose, così immense”. Nuvole e silenzio dalle quali non si può essere più sradicati per un altrove anonimo. Una sorta di genius loci regna in questi luoghi e solo qui l’anima trova ristoro perché di essi si è nutrita, in cui ha vissuto libera e con la certezza di appartenervi, profondamente, come un albero con le sue radici ben piantate nella terra ma con la chioma a giocare con il vento. Un racconto che ti trascina in una dimensione onirica e quei luoghi te li immagini, senti il fischio del vento che richiama e raggruppa le nuvole come un pastore il suo gregge, vedi le pietre ed i fili d’erba che spuntano tra le fessure dei muri abbandonati.

Mariella Saltarelli:
Semplice, chiaro, incisivo e sempre attento ai particolari, mai banale. Questo è il modo di scrivere di questo mio “vecchio” compagno di liceo, che ha fatto un bel po’ di strada da quell’ingresso con le scale (dove tutti cadevano) con quel mezzobusto di Orazio! Dopo “Donne che spostano il traguardo” questo è il suo secondo racconto che ho letto. Piacevole lettura, letto tutto d’un fiato, con perfetta descrizione di luoghi, persone, situazioni e persino dei giochi da bambini, come il “castello” ed il gessetto prelevato da scuola per disegnarne le linee ed i numeri sul marciapiede. Per un attimo mi hai fatto ricordare la mia infanzia, quando davvero “ci bastava poco per divertirci”.

Teresa Tancredi:
“Eravamo figli perfetti di quel luogo, dove tutto si sfiora, ma nulla si tocca veramente…”
Gran bel lavoro Dino De Angelis complimenti vivissimi. La sua presentazione aveva già reso l idea… ma leggerlo è stato un vero piacere.
Complimenti inoltre alla Teresa Lettieri per la prefazione, bellissima mi è piaciuta molto!

Carmen Cangi:
Una impeccabile costruzione narrativa, una personale cifra di libertà, un linguaggio creativo che porta il lettore dentro la lettura in un equilibrio dinamico fra trama e parole. “Quelle masse di vapore avevano una specie di anima al loro interno, era come se pulsassero di vita propria…”
Complimenti Dino De Angelis!

Piero Scarano (Amazon):
“il silenzio è il padrone incontrastato di questi luoghi. Questa è una terra che non ha mai avuto bisogno che la quiete gliela insegnasse qualcuno. Lo ha sempre saputo benissimo. Una terra che ha fatto del silenzio il primo dei suoi valori. Poi è arrivato tutto il resto”. Questo è tratto dal libro. Un libro che ho letto più volte in poco tempo perché oltre ad essere scritto in modo egregio, ad ogni lettura evocava ricordi di paesi come quelli descritto in questo libro. Un libro scritto ad atti, come se apriste la copertina e per incanto vi sentiste come se foste seduti a teatro. Per me un libro molto bello, un libro fatto a libro con un contenuto denso di significati e che ti da pensare. Un libro la cui lettura fa bene.

Antonio Rinaldi (Amazon):
“Un Paese che non esiste più. Esisto solo io. Io, il vento!” Il giorno delle nuvole è uno di quei libri che non puoi non “divorare”, lo fai perché la forma con cui è scritto ti coinvolge e ti proietta istantaneamente nei luoghi di cui narra. Lo divori perché è stimolo alla riflessione, è narrazione, è storia, è poesia ed è un libro in cui non traspare nostalgia a dispetto del titolo, ma ci regala la speranza, una speranza che arriva dal passato e dai luoghi surreali in cui ancora puoi sentire il vociare di vite passate. Un libro da leggere, assolutamente…

Angela Gazaneo (Amazon):
Finalmente sono riuscita a leggere le pochissime pagine che mi sepavarano dal terminare il libro.
Pagine intense ed evocative, intrise di emozioni che partendo dalla scrittura arrivano dritte a turbare e stimolare i ricordi: frammenti, forse, delle nostre piccole storie nella nostra piccola terra (qualunque essa sia). Storie di abbandoni, di paure e di piccole e grandi conquiste. Storie di una Natura che segue il suo corso al di là delle storie degli uomini.

Tiziano Megaro:
Libro letto quasi d’un fiato perché immediatamente mi ha fatto sentire parte integrante della narrazione.
Non sono un critico letterario ma un semplice lettore e quindi posso solo recensire il libro come “ottimo lavoro “..
Ricercata scrittura ma di facile comprensione. Grazie.

Anna D.:
Infinitamente bello.
Racconto minuzioso nei particolari, minimalista i suoi luoghi e i suoi ambienti, come si vuol riportare oggi, ma impossibile, viviamo in un secolo che corre troppo e non ci si accorge dell’esistenza del silenzio e delle nuvole appunto.
La parola “è la legge” mi ha trascinata indietro nel tempo come una macchina in discesa con la retromarcia inserita.
E poi, ” la geografia interiore, non so come spiegartelo, racchiude un mondo il mondo custodito, privato e nascosto in ognuno che gelosamente lo proteggiamo per non contaminarlo.
Grazie di ❤

Pino Quartana (Amazon):
“Giocatrice di poker con carte di vapore”.
Ho adorato questa frase e mi piace rileggerla è quella che chiude il libro di Dino De Angelis “Il giorno delle nuvole”, una frase che insegna a rialzarsi con una pacca sulla spalla e a sorridere. Un libro fortemente evocativo, una narrazione semplice e delicata che punta al cuore con una scia azzurra di nuvole di dolcezza in una dimensione intima e cara al lettore. Un libro realizzato anche con una punta di ironia e che affascina chiunque lo legga. “Giocatore di poker con carte di vapore” bravo e coraggioso Dino De Angelis un libro da leggere e che colloco volentieri tra i libri da rileggere.

Dani Braucci:
In punta di piedi, con garbo, caratteristica speciale che Lo contraddistingue e una notevole capacità descrittiva, ecco un bellissimo e affascinante viaggio non solo in quei ” non più luoghi” tra odori e sensazioni ma anche e soprattutto nell’anima! Complimenti e grazie Dino De Angelis per questa ulteriore profonda ed emozionante lettura!!!

Rocco Andrisani:
Non so se definirlo un romanzo, un racconto, oppure un saggio sul silenzio. Recita un proverbio tedesco:” Il silenzio è un recinto intorno alla saggezza”. Nei luoghi descritti da Dino la saggezza era quella contadina, delle semplici cose, della forma che si faceva sostanza. “Terra di mamme grasse e padri lustri come scheletri”, recitava Sinisgalli; terra dove “torneremo a legare il mulo alla porta”, ma anche terra dove “nessuno solleva il sasso per non inorridire”. Il silenzio si fa riflessione, ma spesso diventa solitudine, malattia.
Per me il silenzio è un momento in cui tutto ritorna, attenua la parola che si era fatta rumore. Lo scritto di Dino è una bella idea, ma più che una commedia teatrale, come mi aveva raccontato nel corso di una nostra telefonata, è un susseguirsi di immagini cinematografiche. […]

Nicola Bux:

Altri giudizi nei commenti a fine pagina

11 commenti su “I vostri commenti

  1. Ho guardato il booktrailer la prima volta, cercando di immaginare come sarebbe stato il tuo nuovo libro. Poi finalmente ho iniziato a leggere Il giorno delle nuvole e nella mia mente le tue parole diventavano immagini: immagini di luoghi abbandonati, di silenzi, di spazi infiniti, di libertà. E immagini di chi a quei luoghi non ha voluto rinunciare, di chi ha scelto di non abbandonare il proprio paese, la propria casa, di chi ha scelto di rimanere aggrappato a ricordi troppo forti da essere spazzati via da una fredda comunicazione, di chi ha scelto di rimanere, per non cambiare. Ho letto il tuo libro con un velo di malinconia ed è stato per me spunto di tante riflessioni. E riguardare nuovamente il booktrailer ha avuto un particolare effetto. Grazie a te Dino…

    1. una bella opportunità avere lettrici come te, una opportunità che mi rende fiero. Grazie infinite del tuo lusinghiero commento che unisce due aspetti di questo racconto a me molto cari, lo scritto e la parte del video che lo accompagna, ineluttabilmente.

  2. IL GIORNO DELLE NUVOLE
    Non so se definirlo un romanzo, un racconto, oppure un saggio sul silenzio. Recita un proverbio tedesco:” Il silenzio è un recinto intorno alla saggezza”. Nei luoghi descritti da Dino la saggezza era quella contadina, delle semplici cose, della forma che si faceva sostanza. “Terra di mamme grasse e padri lustri come scheletri”, recitava Sinisgalli; terra dove “torneremo a legare il mulo alla porta”, ma anche terra dove “nessuno solleva il sasso per non inorridire”. Il silenzio si fa riflessione, ma spesso diventa solitudine, malattia.
    Per me il silenzio è un momento in cui tutto ritorna, attenua la parola che si era fatta rumore. Lo scritto di Dino è una bella idea, ma più che una commedia teatrale, come mi aveva raccontato nel corso di una nostra telefonata, è un susseguirsi di immagini cinematografiche. L’inizio del libro è accattivante, costringe il lettore a non fermarsi. I vicoli, le case, le colline, la valle, le nuvole, i silenzi, sono vivi, in movimento, di riga in riga si susseguono proprio come fa il cirro cumulo quando si espande. La magia del luogo cade quando descrive la madre al cospetto dei burocrati emissari, il lettore torna nel pragmatico e la fiaba si interrompe. L’infanzia è d’avanti, l’adolescenza e dietro le case, i ruoli imposti dal tempo si ricompongono e la magia riprende. Norberto è un personaggio importante, molto cinematografico, a cui però viene dato poco spazio, sarebbe stato interessante conoscerlo a fondo. La partenza degli abitanti è un altro momento magico, non sono loro le immagini che scorrono, ma l’abbandono a cui sono destinati i vicoli, le strade con tutto il loro vociare sommesso. Il recupero della bandiera è un film muto, in cui davvero non occorre parlare. Il finale sposta le immagini su un film diverso, l’amore che non fu, l’amore di cui rimane un frammento, un brandello di bandiera. Le immagini si disgiungono, la ragazza è parte di un passato che cammina nei vicoli, che entra nelle case, che riesplora nella memoria.
    Le nuvole sono scenografiche, non ho letto metafore, sono le nuvole guidate dal personaggio che le manovra, purtroppo non ho colto il senso profondo che Dino voleva evocare. La magia ancora si cela in tutti quei luoghi in cui l’abbandono si nutre unicamente di fantasmi, non ci rimane che ridere ad ogni atto della nostra vita.

    1. Un commento pieno di passione, molto attento e quasi “chirurgico”, del quale ringrazio l’amico Rocco.
      Non avrebbe potuto regalarmi soddisfazione maggiore che leggere il mio romanzo, e invece è riuscito a fare anche di più, commuovendomi con le sue parole, al cospetto delle quali le mie impallidiscono.
      Grazie di cuore.

  3. Questo, invece, il commento di Emanuela Di Mare.
    Mi sono immersa anche io nelle nuvole predominanti , in quel cielo blu intenso , di quel lungo giorno strano e inaccettabile per la famiglia Acquadilupo . Ho cominciato la lettura due ore fa e sarà di quelle che non smetti finché non arrivi a scoprire ( con lentezza ) tutta la storia del Re delle nuvole , fino all’ultimo rigo dell’ultima pagina . Per dissetarsi completamente di sapori antichi e piccole gioie . E poi mi ricorda tantissimo un nostro borgo del sud abbandonato da non so quanti anni , ma ancora visitato e reso famoso : Romagnano al Monte . Prezioso per i suoi silenzi che raccontano di vita tra quelle mura ormai consumate dal vento . E sarà il caso di riviverla questa raccolta di immagini nel vento . Rileggendo il monologo o come spettatori a teatro ( è un grande augurio ) . Regalatevi questa anteprima di emozioni lievi o persistenti . Sta diventando sempre più bravo nel descriverle il nostro Dino De Angelis . La premessa di Teresa Lettieri vi descrive con armonia e garbo questo insieme di tenerezza e fermezza di un coraggioso guerriero che pone dinnanzi a tutto il suo scudo di nuvole , per proteggersi dai folli . ACQUISTATELO . Ringrazierete anche voi .

  4. Dani Braucci scrive:
    In punta di piedi, con garbo, caratteristica speciale che Lo contraddistingue e una notevole capacità descrittiva, ecco un bellissimo e affascinante viaggio non solo in quei ” non più luoghi” tra odori e sensazioni ma anche e soprattutto nell’anima! Complimenti e grazie Dino De Angelis per questa ulteriore profonda ed emozionante lettura!!!

  5. Del tutto rapita in una gradevolissima e coinvolgente lettura… e avvolta da una magnifica atmosfera naturalistica mi sono ritrovata a vagare e a passeggiare tra i tanti borghi che mi venivano in mente, di quelli costruiti su ciottoli di vita con vecchi sogni e tanti ricordi e di chissà quale borgo di fantasia, tra uno sguardo sognante e travolgenti emozioni.
    Una meraviglia ideata e realizzata da un animo immenso e che definisco per nulla scontata, invece ritengo eccezionale per l’intensità rappresentativa e le sensazioni e suggestioni che suscita e ancor di più per la trama immaginata nella quale il veicolo trainante è la forza dell’immagine descrittiva illuminata dalla magia delle nuvole e dall’effetto stupefacente che produce energia di trasmissione/ condivisione ed emozione e ne raggiunge il traguardo… e nel mio caso, oltre a ritrovarmi in perfetta sintonia, sono stata affascinata ancora una volta da una tale meravigliosa descrizione quando si amalgama un concetto richiamando una citazione, un pensiero di un brano musicale o lo si paragona e si sostiene asserendo altro…
    Uno scenario redatto con parole che mutano in un sentire che si fa voce, nostalgia, ricordo e sogno… di nuvole e pietre intrise di memorie, tanto da costruirne il sogno e l’anima di quelle vie e dei due cuori in subbuglio che abitano, in un meraviglioso giorno, i binari di un treno tenendosi per mano e di due occhi che insieme guardano nella stessa direzione pur non prendendo mai quel treno, ma capaci di annusare gli stessi profumi, di percepire lo stesso vento e le stesse carezze delle onde, perché due anime affini che sanno ascoltare gli stessi silenzi, senza nessuna promessa, dove il tutto si trasforma in una visione spettacolare che prende i colori per dipingere la storia d’amore nata dall’incontro di due anime che si somigliano, si incontrano, si innamorano e per via degli eventi non riescono probabilmente ad amarsi.
    Il nastro, però, per quanto mi riguarda non era riavvolto, ma proiettava immagini quasi reali per una visione piacevolissima che smuove le coscienze e desta particolari stati d’animo, perché da quelle sobrie parole che risultano calibrate, a tratti discrete e a volte intriganti oppure velate da nuvole che appaiono improvvisamente in un cielo terso, emergono carezze…e dai valorosi contenuti espressi il prestigioso talento e lo sguardo attento dove i sentimenti si mescolano spesso a sogni incerti e si fondono nella storia d’amore che diventa ammaliante in quella voce che si fa eco mistico ed emozionante come magica e misteriosa è l’anima di quei luoghi solitari e avviliti, ma incantevoli.
    L’ho trovata un’opera molto suggestiva come quel mare che con le sue onde continue sfiora l’isola e con un pizzico di umorismo molto garbato nella parte finale per un prodigioso prodotto che ha raggiunto un rilevante intento. Sono felice ed orgogliosa di aver contribuito e creduto nelle capacità accorte e sensibili dello scrittore, perché la valorizzazione e la tutela dei Borghi rappresenta il recupero e la vivibilità di quelle memorie…
    Sono stata prolissa e invece bastava: “opera meravigliosamente attraente” che leggi e non vedi l’ora di rileggere…

  6. Vivissime congratulazioni! E’ davvero un bel romanzo che si lascia leggere rapidamente e con tanto entusiasmo e curiosità.

  7. Mentre leggo questo libro mi sembra di ritornare alla giovinezza ai colori, ai sapori , alle sensazioni , ai giochi per i vicoli,agli amici,alla fierezza di appartenenza, ed alle emozioni legate
    alla crescita.Di sicuro mi rammarica l’arroganza del potere,che approfittando della poca istruzione della gente semplice,genuina ed ingenua si fida ed affida senza opporre resistenza a chi rappresenta l’autorità ma non di pone scrupoli a sradicare radici profonde in nome del progresso.

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